La prostata è solo per gli uomini o le donne, e non ci sono

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Prostatite nelle ultime fasi

Elena Meli per il '' Corriere della Sera ''. La prostata? Sono alcune delle risposte date dagli italiani quando è stato chiesto loro che cosa sia questa ghiandola.

Quando succede c' è da immaginare che le cose vadano pure peggio, perché stando a un' indagine Doxa per la Società Italiana di Urologia condotta sui maschi over 50 solo uno su due, per esempio, conosce i sintomi del tumore alla prostata: tanti li confondono con quelli dell' ipertrofia prostatica benigna, l' ingrossamento della ghiandola molto frequente con l' andare degli anni.

Corollario, gli uomini manco ci pensano a sottoporsi alle visite di controllo. Invece dopo i 45 anni è consigliabile sottoporsi a una visita da urologo o andrologo ed eventualmente all' ecografia.

Il Psa l' esame dell' antigene prostatico specifico da solo non basta, una piccola quota di pazienti ha il tumore anche se il valore è basso e anche se è alto non indica necessariamente un tumore: serve la visita, temuta ma in realtà molto rapida.

Conoscere il proprio La prostata è solo per gli uomini o le donne di rischio è indispensabile, perché, per esempio, la familiarità conta molto e il pericolo sale anche se in famiglia ci sono donne che hanno avuto un tumore al seno perché sono entrambi carcinomi ormono-sensibilipoi serve non mettere la testa sotto la sabbia: gli uomini non solo non vogliono sentirsi malati, non parlano proprio mai della salute del loro apparato genitale.

Un papà su quattro non ne ha mai discusso con i figli maschi, al contrario di quel che accade fra mamma e figlia, visto che le donne instaurano fin da giovanissime una routine di controlli dal ginecologo. Non a caso l' indagine Doxa segnala che un over 50 su tre non è mai andato dall' urologo, uno su quattro non si è mai sottoposto all' esame del Psa; un' analoga ricerca dell' European Association of Urology su oltre 2. Gli uomini sanno poco della salute uro-genitale, preferiscono non pensarci, sottovalutano i sintomi.

Quindi arrivano pure tardi dal medico: il 43 per cento afferma che non si rivolgerebbe immediatamente e non ci sono dottore se notasse sangue nelle urine, solo il 17 per cento ipotizza che avere dolori al basso ventre possa essere la spia di qualcosa di serio. E tanti, anche quando iniziano a pensare che forse dovrebbero sottoporsi a una visita, tergiversano a lungo: l' attesa media prima di prendere un appuntamento varia da uno a sette mesi, c' è perfino un 3 per cento che rifiuterebbe la visita nonostante i sintomi.

Purtroppo all' inizio spesso non dà sintomi eclatanti: il bruciore alla minzione, il getto ridotto e simili sono segni dell' ingrossamento della ghiandola, quasi mai ci sono in caso di tumore nei primi stadi, quando è più curabile. Prendendo magari e non ci sono dalle donne, che hanno una sensibilità molto più alta in merito ai controlli di routine. Perché se lui tace, sia almeno lei a spiegare quel che non va. Prossimo articolo Articolo precedente.