Granchi contro il cancro alla prostata

Il Mio Medico - Tumore alla prostata: le nuove cure

Candele viferon nel trattamento della prostatite

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Questo medico omeopata di Bruxelles è stato uno dei primi ad interessarsi ai lavori del Dr. Hamer, dopo ha elargito la sua visione medica, in compagnia del Dr. Sabbah e della sua biologia totale. Esso è inoltre iniziato ad una serie di altri approcci e discipline, dall'alchimia allo sciamanesimo, passando dalla kabbala e dalla programmazione neuro-linguistica.

Anche il cancro? In una recente conferenza intitolata " Quando serve il cancro ", il medico granchi contro il cancro alla prostata ha sviluppato la sua visione delle patologie cancerogene e del loro senso bio-mito-simbolico.

In questo articolo, la rivista Neosanté ve ne propone un largo riassunto. Aprite bene gli occhi! Quando serve il cancro? La domanda sembra incongrua ma il paradosso non è che apparente.

Un cancro non è qualcosa che casca dal cielo, che si sviluppa in maniera totalmente anarchica e non serve a niente. Vediamo in cosa un granchi contro il cancro alla prostata è un beneficio per coloro che ne comprendono la saggezza. Ma per me, questa invariante, è la cosa più importante che si è potuta notare, ad oggi, in medicina. Ve ne propongo una dimostrazione secondo un approccio mito-bio-logico su nove livelli. Ma questa statistica, anche in medicina, la si passa al vaglio velocemente e silenziosamente.

Il tabacco non è la causa del cancro al polmone. Egli ha rischiato la sua vita in ogni istante. E, come tutti gli esseri umani, ha paura di essere invaso dal freddo glaciale della morte, facendosi aspirare il suo soffio vitale come in Harry Potter. Ma per rimanere in vita, non per morire. Quando il saggio punta la luna col dito, lo stupido guarda il dito…. Infatti, il cancro assomiglia ad un testimone che si granchi contro il cancro alla prostata su di un pulpito pur di segnalarci una disfunzione.

E di indicare che se non risolviamo questo problema, se ci rifiutiamo di evolvere, moriremo di non essere appunto evoluti, con questo cancro. Non si muore quindi di cancro, ma con un cancro, con la colpa di non averlo saputo utilizzare con saggezza per cambiare quanto era necessario nella nostra vita, per adattarci ad un nuovo ambiente. Sappiamo tutti che esistono dei casi di guarigioni spontanee, riportate anche scientificamente Case Report. Posso personalmente testimoniare di avere assistito a centinaia di guarigioni spontanee durante i miei trenta ultimi anni di pratica medica.

Non ne sono io il responsabile. Un cancro è dunque un veicolo evolutivo. Se avete raggiunto la vostra mèta, sarebbe insensato rimanere dentro quel veicolo, di conservare il cancro. Vi occorre abbandonarlo.

Il ruolo della pleure è quello di proteggere i polmoni: lui avrebbe dovuto assicurarsi in anticipo sulla sicurezza dei cavi, isolando gli equipaggiamenti a rischio. Anni dopo, accade un nuovo incidente: una catena si rompe, un pezzo meccanico cade e schiaccia un operaio con la sua massa.

Si sente di nuovo responsabile che non ha onorato il suo titolo, pur essendo meglio pagato non ha saputo assicurare loro protezione. Ha fallito e sviluppa il suo cancro della pleure una massa voluminosa, inoperabile.

È quindi condannato per la scienza. Bisogna attendere e finiscono per assistere, impotenti, alla morte del suo fratellino. D'altronde, scopriamo che in tutto il suo albero genealogico, la storia di questa famiglia è smaltata di decessi per mancanza di protezione.

Prendendo coscienza di tutto questo processo si produce un enorme granchi contro il cancro alla prostata. Nello spazio di quindici giorni, il suo mesotelioma sparisce completamente. Guarigione spontanea, riprende la sua vita, parte in vacanza, manda cartoline dal mondo a tutte le sue conoscenze, ai suoi oncologi, al suo chirurgo narrando il suo miracolo. Anni dopo, si ritrova in un mercato con le sue nipotine e di colpo le perde di vista. Un minuto dopo, le ritrova sane e salve che giocano tranquillamente.

Ma questo terzo shock, visto che si tratta proprio della sua discendenza, è la goccia di troppo. Il giorno dopo si ritrova con una recidiva fulminante e muore dopo una settimana. Le sue nipotine? Il cavo elettrico del primo caso? Il suo fratellino? Sono le sue emozioni che lo hanno granchi contro il cancro alla prostata. In un determinato ambiente avremo determinati comportamenti. Tutte le malattie sono un comportamento che la medicina considera anormali ma che sono perfettamente normali se comprendiamo in quale contesto si manifestano.

Infatti, il cancro ci permette di creare più cellule. E se abbiamo più cellule, sappiamo fare più degli altri. Per di più ci si rende conto che queste cellule sono capaci di granchi contro il cancro alla prostata delle cose che le cellule normali da cui le stesse provengono sono incapaci invece di fare. Ma guardiamo soprattutto i granchi contro il cancro alla prostata affettivi avvelenati che si celano dietro la stessa.

Dopo la Seconda Guerra mondiale, sono state introdotte nel nostro ambiente, più di E anche nei prodotti bio, anche se in scala minore. Facciamo il bagno nelle sostanze chimiche. Quando analizziamo il sangue del cordone granchi contro il cancro alla prostata di un neonato, ci troviamo già tossine, è già ingozzato di metalli pesanti. In più, siamo in perenne contatto con i nostri contemporanei, riceviamo quindi i pensieri e le emozioni del nostro entourage, ci immergiamo in un bagno sensoriale, in un bagno sociale.

Ora, il corpo ha una capacità di plasticità straordinaria che è quella di trasmutare, di trasformare le cose. Abbiamo la capacità di adattarci al nostro ambiente chimico, fisico, psichico, familiare, sociale, politico, nazionale.

Allora, quando serve il cancro? Ora, noi siamo persuasi che gli anticorpi sono presenti in noi per lottare contro il cancro. Ma il cancro non è il nemico. Noi non abbiamo prospettiva, visione a lungo termine, noi viviamo piccolo, striminzito, senza conoscenza di dove veniamo e di dove vogliamo veramente andare. A questo proposito, ho appena vissuto una storia magnifica. Uno dei miei confratelli e sua moglie infermierami portano la loro figlia adolescente di 14 anni colpita da un linfoma hodgkiniano di Hodgkin in fase terminale.

Quando le chiedo di cosa ha voglia, non granchi contro il cancro alla prostata neanche lei cosa dire. La provoco volontariamente sino a quando, finalmente irritata, riesce a dirmi che vorrebbe un cincillà. Le chiedo quindi se preferisce che sua figlia possa essere ancora viva con un cincillà o sicuramente morta senza.

I genitori, senza esitare un secondo si precipitano nel primo negozio di animali. La ragazza osa allora dire a sua madre che preferisce un chiwuawua. Torna in studio con lui, contenta, ma due giorni dopo scopre granchi contro il cancro alla prostata il cane è destinato a morire. La ragazza lo riporta al negozio di animali e una volta là osa ancora di più e chiede un cane grosso uno Shiba Inu.

Questo cane rivoluzionerà il sistema familiare mortifero. La ragazza ha una reazione magnifica. Ora, questa comincia dal nulla. Poi arriva il big-bang, con della luce, del suono e degli odori. La prima cosa che appare è il mondo astro-minerale, quello degli granchi contro il cancro alla prostata.

Esiste una invariante in materia di vita, che comprende sempre un nucleo, del vuoto e qualche cosa attorno. Le molecole possono quindi associarsi per creare delle macromolecole, come, per esempio, il DNA. Quando queste macromolecole si contornano di una fine membrana, diventano dei micro-organismi, dei probiotici, dei batteri. Oppure, due batteri arrivano a creare una pre-cellula.

Recentemente, si è anche fatta una scoperta appassionante. Una volta integrato nei loro geni, il virus è divenuto loro. Guarigione spontanea. In seguito, appaiono granchi contro il cancro alla prostata cellule ugualmente costituite da un nucleo, da un vuoto e da una membrana. Si, in uno stato embrionale, questa piccola sfera comincia a formarsi.

Quando ci mettete vicino un cancro non potete fare differenza. Sono due cellule che si moltiplicano per creare una piccola sfera che assomiglia ad una mora. Poi le cellule andranno a differenziarsi e migrare per dare la nascita a tutti i nostri organi.

Anche con il cancro, delle cellule, più o meno differenziate, migreranno. Si opera uno scambio di cellule tra la madre ed il figlio. Ora, il DNA è sensibile, reagisce alla luce, ai suoni, alle granchi contro il cancro alla prostata, agli ormoni. Dunque tutte le donne portano in loro, contemporaneamente, delle cellule della propria madre, dei propri figli, del DNA del proprio padre e del o dei padri dei loro figli. Ma, per svilupparlo, bisogna che ci sia un granchi contro il cancro alla prostata.

Dei tumori prendono origini da ciascuno di questi tessuti, ma non reagiscono assolutamente nello stesso modo. Si constata la stessa cosa in un tumore, esso è polarizzato, vascolarizzato.